Artisti Vari - "Operazione Sole. Italian Pop Reggae, Dub & Summer Love Affairs” (2024)
- alessandrogasparin1
- 23 set 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 25 set 2025
Operazione Sole (Karish, 1966) è un brano di Peppino Di Capri, considerato il primo di genere ska in Italia, incentrato sulla Giamaica e sull’allegria di tale contesto musicale. Ad onor del vero già nel 1959 con la canzone Nessuno (Italidisc) di Mina, considerata a tutti gli effetti uno shuffle giamaicano, il pop italiano iniziava ad assorbire le istanze in oggetto. Proprio dalla pietra miliare dell’artista napoletano prende il nome una raccolta di canzoni italiane pubblicate tra il 1980 e il 1984, ovvero "Operazione Sole. Italian Pop Reggae, Dub & Summer Love Affairs” (Maledetta Discoteca, 2024) ad opera del DJ e producer Luca Sorrentini.

Obiettivo dell’album è certificare quanto il suono di Kingston abbia avuto influenza sulla produzione nostrana nei primi anni ottanta del XX secolo. In aggiunta ai già menzionati semi piantati negli anni sessanta, è fondamentale in quest’ottica ricordare tanto la portata globale del fenomeno Bob Marley negli anni settanta, quanto la rivoluzione del 2 Tone ska britannico sul finire dello stesso decennio. In particolare, tale fenomeno originario della città di Coventry vide protagonista il Regno Unito di una convergenza tra le spinte punk e new wave con quelle ska, rocksteady e reggae. Il termine trae origine dall’etichetta 2 Tone Records, fondata nel 1979 da Jerry Dammers tastierista e leader dei The Specials, la cui mission è stata rappresentare un ideale abbraccio tra due culture musicali in un periodo di forti tensioni razziali all’interno della società britannica. Un incontro che trae vantaggio da quel terreno fertile che stava già interessando sia la componente bianca, che strizzava l’occhio a dub, funk e world music (Clash, Police e Slits), che quella giamaicana “occidentalizzata” grazie a band come UB40 e Matumbi.

Tornando ai fatti di casa nostra, il pionierismo di artisti e produttori e l’attenzione verso queste ondate provenienti dall’isola caraibica prima e dal Regno Unito dopo darà importanti risultati in ambito pop. Il riscontro favorevole di pezzi come E la luna bussò (CGD, 1979) di Loredana Bertè, Nuntereggae più (It, 1978) di Rino Gaetano e Nisida (DIschi Ricordi, 1982) di Edoardo Bennato certificheranno infatti l’interesse crescente del pubblico italiano per tali sonorità. Contestualmente, a margine del mercato mainstream anche performer e complessi sconosciuti ai più si dedicarono ad adattare la canzone italiana alle tinte black. La raccolta “Operazione Sole” vuole proprio portare luce su un mondo discografico piuttosto oscuro, fatto di singoli introvabili, titoli fantasiosi e meteore che nonostante le basse popolarità e prolificità hanno lasciato una produzione decisamente rilevante.

Si comincia con un brano il cui timbro suona di culto già dopo pochi secondi di ascolto, tra incastro ritmico pastoso e voce ad alto tasso di sensualità. Nella Mia Mente La Tempesta (Mister, 1981) di Diana Morini apre le danze ma è già un’inequivocabile dichiarazione d’intenti su ciò che verrà nella mezz’ora di ascolto seguente. Il soffio giamaicano aleggia sui lidi funk e disco, mai davvero lontani dalla vena cantautorale prettamente italica. Canne Di Bambù (Atlas Records, 1980) di Miro, forte dell’arrangiamento figlio di una colonna portante come Gianfranco Reverberi, ha un incedere di carelliana memoria da Malamore (It, 1977). Una strumentale sfavillante e ipnotica è invece alla base di Azzurre Stelle (MIA Records, 1980) di Fiammetta, che regala una performance vocale sognante e poetica. La città di Napoli la fa decisamente da padrone in scaletta, a conferma di quanto la tradizione canora partenopea sia stata ed è tutt’oggi capace di contaminare e farsi contaminare senza perdere la propria essenza primordiale. I brani cantanti in napoletano sono tre: Nun T’Arrattà (MEA Sud, 1982) di Stefano Fani, che lascia intendere quanto il Neapolitan Power dell’epoca potesse dire la sua anche in ambito reggae, l’italodisco-reggae di I Dinero (Phonotype Records, 1984) dei Genio 84, e 'A Furtuna Mia Si Ttu (Big Stereo Record, 1983) cantate dal pugliese Nino Forte, con un incontenibile spirito elettronico. Un sentimento dub con tendenze jazz pervade l’atmosfera di Disco Joga (Sotter Records, 1983) dei genovesi Aerosol, mentre la forza prorompente di produzione e arrangiamento di un’icona come Vince Tempera è straordinariamente bilanciata dalla delicatezza della voce di Feliciana (al secolo Feliciana Di Spirito) in Non Ci Credo (Cetra, 1980). Traccia, quest’ultima, solo apparentemente scanzonata e ironica, ma che anticipa tra le righe una questione oggi centrale quale la violenza domestica sulle donne. La conclusione vede invece il nome più celebre, ovvero quel Gino Santercole già musicista e cantautore che ha spesso accompagnato Adriano Celentano, tra l’altro suo parente, e attivo anche come attore sia nella commedia che nel cinema di genere italiani tra gli anni sessanta e ottanta. Ancora Noi (Lupus, 1980) è il modo migliore per chiudere in bellezza e salutare chi ascolta. Tra voce roca, sassofono nostalgico e musica arrangiata dal Maestro Gianni Mazza, si tratta di una canzone memorabile e spudoratamente italiana pur navigando in acque esterofile.
L’operazione riesce dunque appieno nel donare lo spaccato di uno dei diversi underground tricolore, nella fattispecie il più solare, di un decennio che influenza ancora oggi non solo la musica ma tanti aspetti della nostra società. Una selezione variegata, ricca e democratica, che seppur di breve durata riesce a strappare un sorriso anche in tempi bui.



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